PADRE GLORIANO PAZZINI.
Piacenza, 21 ottobre
2006 – Via Taverna, 137.
Posa della lapide alla
casa natale di P. Antonino Magnani.
La posa di una lapide nel luogo dove è nato ed ha vissuto l’infanzia
Mario Magnani, Padre Antonino dei Frati Minori Francescani, ci porta a
considerare la persona umana, le sue origini, il suo
carattere, la sua cultura: P. Antonino è sempre stato un piacentino! E ci teneva: la scelta del suo nome da frate la dice lunga.
Permettetemi di delineare i tratti
essenziali della sua vita.
Nato qui il 27 maggio 1921 da Oreste e Carmela Taccagni. Suo padre faceva l’elettricista, Mario aveva due fratelli gemelli ed
una sorella più piccola. Dopo aver frequentato le elementari, lasciò la
famiglia per entrare nei frati a Bologna: aveva 11 anni!
Vestì l’abito francescano a Villa Verucchio
di Rimini nel 1938. Frequentò il liceo a Modena ed il corso di teologia a Borgonovo V.T.
Nel 1943 fece la professione perpetua
della Regola di San Francesco e venne consacrato sacerdote a Piacenza nel 1946.
Spinto da un forte desiderio di essere missionario,
nel 1947 partì per 
Passò cinque anni nella giungla, fra popolazioni aborigene, poi un
breve periodo nel lebbrosario. Ammalatosi, fu curato in Italia e, ripresosi un
poco nelle forze, ritornò nel lebbrosario di Aitape, dove passò il resto della sua vita. Morì all’età di
55 anni, nell’ospedale di Wewak, il 18 giugno 1976.
Dalla sua casa natale ora il nostro pensiero corre al cimitero di Aitape, dove p. Antonino
aspetta la risurrezione dei servi del Signore.
Alle date piuttosto scarne della vita di
p. Antonino, vorrei aggiungere qualche tratto della sua personalità.
Per grazia di Dio e come dote di natura, aveva un carattere vivace,
definito anche da “scavezzacollo”; questi tratti si accompagnavano ad un’acuta
intelligenza ed un ingegno creativo. Aveva un viso aperto e sorridente,
trasparente testimonianza di uno spirito vibrante, sostenuto da un’incrollabile
fede che lo portava ad appassionarsi e dedicarsi al prossimo, con un amore
spinto fino all’eroismo. Conoscendo la sua azione missionaria vediamo in lui
certamente l’uomo di grande coraggio, intraprendente e
geniale; però si deve dire che egli era preparato per la sua missione ed era
attento a cercare ogni mezzo che favorisse la sua opera, soprattutto quando era
responsabile del lebbrosario. Per comprendere la sua attività e la forza che lo
sosteneva, dobbiamo sottolineare la fonte di tanta
energia: la preghiera. P. Antonino stesso nelle sue lettere afferma la priorità
della preghiera nella sua azione missionaria.
Preghiera
intesa come comunione con Dio, fiducia nella Provvidenza, devozione filiale
alla Vergine Maria, che lui aveva amato fin da
piccolo nel Santuario di S. Maria di Campagna. Ogni sua giornata
iniziava e terminava con i santi nomi di Gesù e Maria.
Quello che stiamo facendo qui, a trent’anni
dalla sua morte, è la dimostrazione che chi dona la vita per gli altri non sarà
mai dimenticato e le parole di questa lapide, più che sul muro, resteranno
certamente incise nel nostro cuore.
BENEDIZIONE
DELLA LAPIDE A RICORDO DI P. ANTONINO MAGNANI.
Nel nome del Padre,
del Figlio e dello Spirito Santo
La grazia del Signore
nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la
comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi
La benedizione della lapide che è stata affissa sul muro della
casa natale di p. Antonino Magnani, rende anzitutto gloria a Dio ed esprime il
nostro ringraziamento per il dono che la città di Piacenza ha ricevuto con
questa bellissima figura di missionario, vissuto tra i lebbrosi della Papua
Nuova Guinea. Questa lapide sia il segno che noi non siamo indifferenti davanti
ad esempi di vita spesi per il bene degli altri, ma che desideriamo trasmettere
alle generazioni future che quanto si fa con amore e sacrificio diventa germe
per un mondo dove tutti vivono nella giustizia e nella pace.
Invochiamo ora
l’intercessione di Maria, Regina degli Apostoli e dei
santi nostri patroni:
Santa Maria Madre di Dio
San Giovanni Battista
San Giuseppe
Santi Pietro e Paolo
Sant’ Antonino
San Sisto
San Francesco
d’Assisi
Santa Chiara
Voi tutti sante e santi di Dio.
E ora diciamo la preghiera che ci ha insegnato Gesù: PADRE NOSTRO….
SIGNORE
PADRE SANTO CHE HAI VOLUTO FARE DELLA CROCE DEL TUO FIGLIO L’ORIGINE DI OGNI
BENEDIZIONE E
La targa viene aspersa con l’acqua santa.