Esperienze- Giampiero

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INDIA: L’ESPERIENZA DI GIAMPIERO

 
  

 

Bastano gli occhi neri di un bambino per cambiare una vita.

E’ quel che è successo a Giampiero, partito nel novembre 2004 per il Kerela (India), dopo aver pronunciato la promessa temporanea di povertà.

Nel 2002 Giampiero espresse il desiderio di vivere un’esperienza a contatto con i poveri del mondo a padre Osvaldo Maggiolini, responsabile dell’associazione “Padre Antonino Magnani” di S. Maria di Campagna – Piacenza. In quel momento padre Osvaldo stava avviando un progetto in Congo, e Giampiero partì per una breve esperienza. “All’inizio a muovermi è stato lo spirito d’avventura. Rimasi estasiato dalla foresta equatoriale – racconta Giampiero ricordando il suo arrivo in un piccolo villaggio del Congo – poi, all’improvviso, una fiera donna africana mi mise in faccia il suo bambino, Isako. In quel momento un turbinio di emozioni mi assalì: rabbia, tristezza, dolore. Poi la manina del bimbo strinse il mio mignolo e da quel momento la speranza ha iniziato ad illuminare la mia vita. Una volta tornato a Piacenza dopo tre mesi d’Africa, il contraccolpo si fece sentire. Venni assalito da una crisi di astinenza da materialismo. Sentivo la necessità di comprare qualcosa, qualunque cosa, anche inutile. Capii di essere un “drogato”, un “cose-dipendente”, e che il modo migliore per disintossicarsi era offrirmi come volontario. Così iniziai presso la CasaLA PELLEGRINA”, che accoglie malati di aids. Quei ragazzi mi hanno infuso il coraggio che solo chi vive ogni giorno come un miracolo possiede.

A gennaio 2004 è arrivata l’opportunità di rivivere un’esperienza in missione, questa volta nel sud dell’ India, in un villaggio dove l’associazione P. A. Magnani porta avanti dei progetti di adozione a distanza, con le suore Figlie di S. Anna, ordine fondato dalla beata Rosa Gattorno. Ancora una volta, impacciato come sono, inutile d impotente dinanzi a tanta sofferenza, una bambina mi ha preso per mano, ed una volta rientrato a Piacenza, ho capito che una parte di me era rimasta in quella comunità indiana di pescatori e continuava a camminare fra quelle capanne.

Così ho deciso. Ho fatto un cammino di preghiera e discernimento. Prima ero un commerciante che sognava l’avventura africana, ora mi sono diplomato dirigente di comunità ed ho capito che la mia strada è quella di essere missionario laico accanto ai dimenticati del mondo.

Parto per la mia esperienza di circa un anno, facendo l’umile promessa di povertà.

 

                                                                                                                  Giampiero Bonetti - Piacenza