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KENYA: L’ESPERIENZA DI ANTIMO

 
  

Africa: terra affascinante, misteriosa, multicolore, dove il sole brucia la terra e lascia il posto a notti ventose, dove solitari mulinelli di sabbia si aggirano per la savana, misteriosi così come misteriosa è la terra africana.

Maestosa e così fragile, bellissima eppure custode di dolorosi segreti, la cui realtà ha un nome ben preciso: povertà.

Ho avuto l'onore di poterci andare. Lo desideravo da tempo e l'opportunità è arrivata conoscendo padre Osvaldo Maggiolini, che mi ha proposto un viaggio in Kenya. Ho accettato con entusiasmo, non mi sembrava vero poter realizzare il sogno di "toccare con le mie mani" la povertà ed i bisogni reali dell'Africa.

Così sono partito, l'11 maggio del 2004, per una permanenza di circa due mesi.

La prima tappa è stata Nairobi, che mi ha subito dato l'idea del divario che esiste tra chi ha tutto e chi non ha niente.

Perché Nairobi è una metropoli moderna, dove il segno della dominazione inglese resterà per sempre con i suoi edifici, dove imponenti grattacieli troneggiano su tutto, più che altro si impongono sulle baraccopoli che circondano la città. Per baraccopoli intendo un ammasso di lamiere e cartoni immersi nei rifiuti, vere e proprie colline d'immondizia a cielo aperto, dove si sopravvive a stento e chi paga il prezzo più alto sono i bambini.

Dopo Nairobi mi sono spostato a Lengesim, nelle terre abitate dai Masai, ai piedi del Kilimangiaro. Qui mi sono fermato per venti giorni, ed è stata un'esperienza bellissima. So che di Lengesim parlerà anche Sonia ed altre persone che ci sono state prima e dopo di me. Io vorrei parlarvi di un altro luogo dove ho potuto vivere per venticinque giorni.

Non era previsto dal mio viaggio, ma poterci andare è stato un grande dono.

Si tratta di una missione che si trova a Sultan Hamud, sulla strada tra Nairobi e Mombasa, una cittadina estremamente povera di circa settemila abitanti, luogo di confine dove si commercia (dove per esempio i Masai vanno a vendere il bestiame, trovano dei "divertimenti", e spesso contraggono il virus dell'HIV che poi trasmettono alle proprie mogli).

La missione di Sultan è stata fondata da un signore di Vicenza, Tiziano, uomo più che benestante, che una decina di anni fa ha lasciato tutto per vivere in Africa.

Terziario francescano e missionario laico, in Kenya ha incontrato il proprio destino accogliendo bambini e ragazzi, spessissimo afflitti da handicap fisici, che altrimenti sarebbero spacciati, perché in Africa chi non può pagare non ha diritto di essere curato. Quest'uomo ha deciso che queste persone dovevano avere una speranza, che avevano il diritto di mangiare non una ma due volte al giorno. Avevano il diritto di sperare in un futuro dignitoso.

Così ha creato la missione "OPERA DELL'AMORE", con un centro di ricovero per partorienti, laboratori di sartoria, falegnameria, informatica, edilizia; una chiesa bellissima dove ogni domenica è una grande festa, una scuola di catechismo, un centro di assistenza per bambini orfani o abbandonati, una mensa gratuita, varie attività sportive per ragazzi, tra cui una squadra di calcio iscritta al campionato di serie B del Kenya.

Quando ho incontrato Tiziano gli ho chiesto il perché, che cosa lo aveva spinto a creare tutto questo, rischiando in prima persona anche la propria vita. Lui mi ha risposto con una frase di Gesù, più o meno così: "Voi cattivi se compirete azioni buone il Padre che è nei cieli terrà conto delle vostre buone azioni".

Sarebbero tante altre le cose da dire, gli episodi da raccontare, il dolore fatto di orrore per le ingiustizie viste, per la sistematica e costante negazione dei diritti e della dignità di esseri umani "colpevoli" di essere nati in Africa. Ma non è affatto facile spiegarlo a parole.

Chiudo con un saluto ed un ringraziamento a padre Osvaldo, alle suore dell'ordine "Figlie di Sant'Anna" che tanto amorevolmente mi hanno accolto in Kenya, a tutti i padri e le sorelle che ho conosciuto, italiani e stranieri.

Mi auguro che in questo cammino terreno riusciremo, tutti insieme, a mettere in pratica uno degli insegnamenti più importanti che Cristo ci ha lasciato: "Ama il prossimo tuo come te stesso".

 

                                                                                                            Antimo Pilotti - Piacenza