Esperienze- Alberto e Simone

Associazione PADRE ANTONINO MAGNANI

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INDIA: L’ESPERIENZA DI ALBERTO e SIMONE

 

Fin da quando ero bambino, la magia dell'Oriente, mi ha sempre colpito, e da quando ho cominciato a viaggiare, il desiderio di visitare terre come l’India, Cina e Tailandia, non mi ha mai abbandonato. Lo scorso anno, il mio desiderio si é realizzato, grazie all'idea del mio amico Simone, di unire un'esperienza istruttiva ad una spirituale.

 

La possibilità di avvicinarci al Volontariato in terra di Missione ci è stata offerta da Fra Osvaldo Maggiolini, il quale ha proposto noi di raggiungere le Figlie di Sant' Anna in un villaggio, Shantipurham, in Kerala, unico stato indiano con una significativa presenza cattolica ( più del 50% ) dove noi avremmo avuto il compito di visitare e valutare le condizioni di salute e di vita dei bambini Adottati a Distanza da numerose famiglie Piacentine dell’associazione “Padre Antonino Magnani”.

 

 

 
  

 

La prima parte del viaggio è stata organizzata interamente da me e Simone, basata su un forte spirito d'avventura e d'adattamento.

La nostra esperienza è cominciata domenica 01/11/2004, quando siamo arrivati a Delhi. L'impatto con una realtà tanto diversa da quella in cui siamo abituati a vivere noi occidentali, è stato molto forte, accentuato anche dal fatto che, durante il primo giorno di soggiorno, alcune persone disoneste, hanno cercato, approfittando del nostro senso di disorientamento, di perpetrare truffe ai nostri danni. Queste vicissitudini sono servite, però, a farci ambientare più velocemente nella realtà Indiana.

La prima tappa del viaggio è stata Delhi, dove abbiamo visitato i principali monumenti: la più importante moschea indiana Jama Masha, Red Fort, il Minareto di Qubti Minar, l'India Gate e il Tempio del Fiore di Loto. Tutto ciò è stato molto interessante, ma che ha reso ancor più affascinante è stato il vedere da vicino questa realtà metropolitana caotica caratterizzata da traffico, smog e da un viavai di persone impressionante, con un gran numero di mendicanti che si riversavano nelle zone più turistiche.

Dopo un soggiorno di tre giorni nella capitale, Simone ed io ci siamo trasferiti ad Agra, nel Uttar Pradesh, affrontando un viaggio di sei ore in pullman, durante il quale abbiamo avuto l'opportunità di addentrarci nella realtà delle campagne indiane, povere e legate a tradizioni che risalgono a centinaia di anni fa, e di vedere svariati tipi di piante e di animali.

Giunti ad Agra, nei tre giorni di permanenza abbiamo visitato l'Agra Fort e il Taj Mahal, splendida bianca moschea funeraria, circondata da quattro minareti e da stupendi giardini, fatta edificare dal Principe Shap Jahan in memoria della defunta moglie.

Da qui con un viaggio in treno di dodici ore, siamo giunti a Varanasi, città considerata dalla tradizione Indiana come santa, è la più antica meta di grandi pellegrinaggi induisti e anche culla del buddismo, in quanto la leggenda vuole che proprio in un sobborgo della città, Buddha abbia tenuto la sua prima predicazione.

Varanasi è stato il luogo che senz'altro ci ha comunicato le impressioni più profonde, per la grandissima atmosfera religiosa presente in ogni angolo della città. In modo particolare sui ghats, i gradoni in pietra da cui si accede al Gange e dove le salme vengono bruciate, si può cogliere in diretta la realtà spirituale dell'India, il luogo dove si rivela chiaramente la credenza nel ciclo senza fine delle rinascite, la Samsara.

Terminato il percorse tra le città del Nord, stanchi e provati da alcuni giorni di dissenteria, siamo giunti con un volo di tre ore a Trivandrum, la capitale del Kerala. Arrivati al convento delle Figlie di sant’Anna abbiamo trovato le suore ed un ragazzo Piacentino, Giampiero Bonetti Missionario Laico membro del nostro Circolo, il quale ha deciso di frequentare per un anno la scuola locale per apprendere la lingua autoctona, il maliano, così poter avvicinare e aiutare la gente del posto. Il paesaggio che ci siamo trovati davanti non aveva nulla a che fare con ciò che avevamo visto nelle ultime settimane, cielo limpidissimo, palme da cocco ovunque che arrivavano a muro sulla spiaggia, l'immenso oceano ed un ambiente ben più civile e dignitoso privo di mendicanti per le strade, smog ed immondizia.

Sicuramente questo stato di calme e di pace è stato favorito dalla diffusione delle idee e del pensiero cattolico.

In compagnia di Giampiero e di Suor Lilli, io e Simone abbiamo visitato le famiglie dei bambini adottati, prima a Shantipurham, poi alcune a Qumbalagne, dove si trova il convento principale delle Figlie di Sant'Anna. In questo luogo ho avuto occasione di assistere all'incontro tra Simone e Jasmine, bimba che i genitori di Simone hanno da quattro anni adottato, e percepito il sentimento di affetto e gratitudine che i genitori di Jasmine provavano nei confronti del mio amico. È stato molto interessante capire e vedere in prima persona come un'Adozione a Distanza possa cambiare la vita di un bambino, di famiglia povera e con situazioni difficili alle spalle, al quale viene garantita l'istruzione e la possibilità di curarsi. Grande aiuto viene dato anche all'intero nucleo famigliare che dopo qualche anno, in parte con soldi propri ed in parte grazie all'aiuto ricevuto, possono costruirsi una casa in muratura ed uscire dalle fatiscenti capanne in cui inizialmente vivevano. Le Suore ci hanno spiegato che per essere certi che le adozioni vadano effettivamente a coloro che più ne necessitano, è stata creata una sorta di Assemblea di capi famiglia che si riunisce con questo fine, sotto la supervisione delle Suore.

Il soggiorno in Kerala è stato molto significativo per noi, sia dal punto di vista spirituale sia da quello umano, in quanto è stato importante vedere come solo la nostra visita, qualche parola e qualche sorriso, bastassero per rendere felici quelle persone, le quali dimostravano nei nostri confronti grande senso di ospitalità. Vedere da vicino questa realtà è stata un'esperienza di vita importante, famiglie, certo povere, ma molto unite al loro interno, nelle quali i figli sono una componente importantissima. Una realtà che pur con tanti problemi cerca di migliorarsi attraverso una grande fede e l'istruzione che cerca di garantire ai giovani. L'India, un viaggio, un viaggio che sicuramente in alcuni momenti è stata duro, pesante, dai sapori forti, ed in altri entusiasmante; un paese uno stile di vita che ti può far innamorare o portare ad odiarlo, ma sicuramente è qualcosa di indimenticabile a cui non si può rimanere indifferenti.

Per concludere credo che quest'esperienza ci abbia fatto ricordare che l'amore per la vita e la felicità non dipendono dalle cose materiali, bensì dai sentimenti più profondi e da una grande fede.

 

 

 

 

                                                                             Alberto Perotti e Simone Sgorbati - Piacenza