“ASSOCIAZIONE
PADRE ANTONINO MAGNANI”
Francescani
di S.Maria di Campagna in Piacenza

GRUPPO:
GIUSTIZIA -
PACE
E
INTEGRITA’
DEL CREATO
“Hai sfamato il tuo popolo
con il cibo degli angeli, dal cielo hai offerto loro un pane pronto senza
fatica, pieno di ogni delizia e gradito a ogni gusto. Questo tuo alimento
manifestava la tua dolcezza verso i tuoi figli; si adattava al gusto di chi ne
mangiava, si trasformava in ciò che ognuno desiderava” Sapienza
16, 20-21
“E allontanandomi da essi,
ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo” Testamento
3 San Francesco
IL DIALOGO FRATERNO
La realtà di Dio presente nel dialogo
fraterno affonda le sue radici nella Sacra Scrittura
e nell’esperienza di Francesco
d’Assisi. Oggi evidenziato da lacerazioni e sofferenze, questo cammino
essenziale di fraternità nasce da una fede capace di vedere la “Bontà di Dio”
negli altri, come Francesco che comprese il lebbroso e fu capace così di
affermare con gioia questa bontà, in una comunione fraterna nata dalla
comprensione, capace di lavorare per la giustizia e la pace.
Il dialogo fraterno
impegna tutte le dimensioni della nostra Associazione e la vita personale con la creazione
e tutta la società. Quando ognuno di noi riesce ad incarnarsi nell’amore di
Dio, nella Sacra Scrittura, nello spirito di Francesco d’Assisi, nella nostra
Associazione e nel lavoro di ogni giorno si trasforma in segno vero di quella
pace che fa tacere il grido di ogni violenza e dell’odio.
Qui nasce l’impegno di questo gruppo e
di tutti i membri della nostra Associazione nell’evidenziare tre dimensioni del
dialogo fraterno.
- Prima dimensione. La vita di Francesco d’Assisi non ha origine
nella fuga dal mondo, né da una parola pronunciata in segreto, né in
un’esperienza religiosa interiore che deve essere condivisa da una
posizione di potere e di superiorità, né nel ritirarsi davanti alle sfide
del suo tempo, ma nel dialogo
fraterno fatto d’apertura e accoglienza
del prossimo, compreso il prossimo più sfigurato e causa di grande
ripulsione e “amarezza”. Questa proiezione d’apertura costante all’altro
raggiunge il suo culmine nel famoso incontro
con il Sultano. Dall’inizio alla fine della sua vita, Francesco
d’Assisi si è lasciato guidare dallo Spirito del Signore, oggi vuole
guidare noi, per un cammino che, da una parte, cancella l’isolamento,
l’individualismo, la dipendenza dal materialismo, socialmente accettati ma
alienanti e, dall’altra, conduce alla reale fraternità con gli altri.
Questa è la risposta che deve dare il gruppo e tutti i membri
dell’Associazione alla crisi d’identità cristiana e alla crisi dell’etica
del nostro tempo. Siamo chiamati alla sfida a vedere Gesù Cristo, “bontà
dall’altro”, nella condizione di sofferenza di qualunque essere umano
della terra e guardare in volto ogni sofferente e ad offrirgli, come
Francesco d’Assisi, la pace.
Per aprirsi a questo dialogo fraterno si richiede la propria disponibilità
a rispondere agli altri nello stesso modo di Dio, instaurare la dinamica
della libera reciprocità. Ci vuole
molto coraggio nell’aprirsi al mistero dell’altro, allora si richiede:
umiltà, rispetto, bontà e pace.
- Seconda dimensione. Lo sviluppo di una mentalità di dialogo e la sua realizzazione sono l’itinerario
che può allontanare le persone dai tanti ricorrenti cammini di vendetta,
pregiudizio, sfruttamento e violenza. Il dialogo esige una sosta nelle attività quotidiane,
nella routine e nelle forme imperative di relazione che caratterizzano la
nostra società d’oggi; il dialogo richiede una formazione e una pratica
costante nella disciplina dell’ascolto e dell’accoglienza. Con il
dialogo, la persona abbandona l’individualismo e scopre la sua vera
individualità, la sua identità davanti a Dio e ai fratelli. La nostra
Associazione, con l’aiuto del gruppo Giustizia-Pace e Salvaguardia del
Creato, assume la sfida etica di
essere segno che suscita il desiderio di un cammino di convivenza e di
relazione: quello che conduce
alla pienezza di vita mediante la via del dialogo.
- Terza dimensione. Questo cammino di dialogo, implica la rigorosa pratica dell’ascolto della
Sacra Scrittura, del corpo, non sempre degno, della Chiesa, nel
fragile corpo della nostra Associazione e nel prossimo. Questo dialogo ci
impegna ad una vita umile e
semplice che si apre alla
grandezza dello scambio personale, affettivo e della condivisione, rende accoglienti di fronte al
dono del prossimo e, simultaneamente, esige di mettere a disposizione le doti che ciascuno ha ricevuto in dono dal buon Dio. Con l’esercizio del
dialogo, le nostre attività saranno segno di apertura con Dio, con gli
uomini e le donne di buona volontà, con le culture, le religioni e la
creazione. Tutto il nostro operare
ed essere sarà orientato alla pace.
ENTITA’ DEL GRUPPO
- Vivere uno stile di vita basato sulla giustizia
e la pace con tutti nell’assumere comportamenti responsabili sia nel
proprio ambiente associativo e in quello sociale e promuovendo l’etica
ambientale.
- Promuovere nell’associazione e nella società
uno stile di vita non violento, ma attivo nel prestare particolare
attenzione alla soluzione dei conflitti.
- Dedicare speciale cura ai
rifugiati, agli emigrati, alle minoranze etniche, alle persone senza terra
e ai profughi.
PARTECIPAZIONE ALLA SETTIMANA PER LA PACE IN MEDIO
ORIENTE