L’ARGENTINA

 

Superficie: 2.780.400 Km²
Abitanti: 36.260.000
Densità: 13 ab/Km²
La Repubblica Argentina è un paese dell'America meridionale
. Confina a ovest con il Cile, a nord con la Bolivia e il Paraguay, a nord-est con il Paraguay e il Brasile, a est con l'Uruguay, a sud-est con l'Oceano Atlantico.

Dal punto di vista politico è una repubblica federale composta da provincias le cui competenze sono quelle di uno stato confederato.

Capitale: Buenos Aires (2.776.000 ab., 11.460.000 aggl. urbano)
Altre città: Córdoba 1.267.000 ab. (1.368.000 aggl. urbano), San Justo 1.255.000 ab., Rosario 908.000 ab. (1.161.000 aggl. urbano), Mendoza 849.000 ab., Lomas de Zamora 591.000 ab., La Plata 574.000 ab. (706.000 aggl. urbano), Mar del Plata 564.000 ab., San Miguel de Tucumán 527.000 ab. (738.000 aggl. urbano), Quilmes 519.000 ab., Adrogué 516.000 ab.
Gruppi etnici: Bianchi 86,5%, Meticci e Indios 13,5%
Paesi confinanti: Cile a OVEST, Bolivia e Paraguay a NORD, Brasile e Uruguay a EST

Monti principali: Cerro Aconcagua 6959 m, Monte Pissis 6882 m, Cerro Ojos del Salado 6879 m
Fiumi principali: Rio Salado del Norte 2000 Km, Rio Paraná 1800 Km (tratto argentino, totale 4700 Km), Bermejo-Desaguadero-Salado 1200 Km, Uruguay 1100 Km (tratto argentino, totale 1650 Km), Bermejo-Teuco 1000 Km
Laghi principali: Laguna Mar Chiquita 6000 Km², Lago Argentino 1415 Km², Viedma 1088 Km², Lago Buenos Aires (o Lago General Carrera) 881 Km² (parte argentina, totale 2240 Km²), Colhue Huapi 803 Km², Nahuel Huapi 550 Km², Fagnano 545 Km² (parte argentina, totale 593 Km²), Lago San Martin (o Lago O'Higgins) 521 Km² (parte argentina, totale 1013 Km²), Cardiel 458 Km², Musters 434 Km²
Isole principali: Isla Grande de Tierra del Fuego 21.051 Km² (parte argentina, totale 47.000 Km²), Isola degli Stati 520 Km²
Clima: Tropicale - temperato

Lingua: Spagnolo (ufficiale), Italiano, lingue indigene
Religione: Cattolica 88%, Protestante 7,5%, altro 4,5%
Moneta: Peso argentino

Documenti per viaggiare in Argentina :

Per soggiorni turistici inferiori a tre mesi è sufficiente il Passaporto in corso di validità con scadenza non inferiore a 6 mesi dalla data di arrivo in Argentina ; il visto non è necessario.
I visitatori provenienti dai Paesi non limitrofi sono esenti dal pagamento delle tasse sugli oggetti di viaggio e gli articoli nuovi di valore non superiore a USD 300, ed altri USD 300 se acquistati a free shops esistenti nel territorio argentino.

Sanità e vaccinazioni :

Non è formalmente richiesto alcun certificato medico per l'ingresso in Argentina, a meno che arriviate via terra dal Brasile o via aerea da un Paese a rischio di febbre gialla, in tal caso contro il colera e la febbre gialla per i passeggeri procedenti da Paesi nei quali queste malattie siano endemiche.

Il servizio di pronto soccorso negli ospedali argentini è valido e gratuito. Nel caso di necessità ricorrere al servizio medico senza alcun timore. Informarsi prima di partire se è il caso di stipulare un'assicurazione medica per il viaggio.

Comunicazioni telefoniche

Chiamate Italia - Argentina: comporre il prefisso internazionale 0054 , l'indicativo urbano, quindi il numero desiderato.

Chiamate Argentina - Italia: comporre il prefisso internazionale 0039 , l'indicativo urbano con lo zero, quindi il numero desiderato.
E' possibile telefonare dagli alberghi con un servizio migliore, ma con tariffe maggiorate. La telefonia pubblica offre un buon servizio ed è possibile trovare telefoni che funzionano con monete, gettoni (cospeles) e tessere prepagate (tarjetas) in vendita presso giornalai, chioschi e compagnie telefoniche. 

Il clima argentino

Come tutti i Paesi dell'America Latina che si trovano sotto la linea dell'Equatore, l'Argentina presenta le stagioni invertite rispetto al nostro emisfero settentrionale, ovvero al nostro inverno corrisponde l'estate australe.

L'inverno va da giugno ad agosto, l'estate comincia a dicembre e i mesi di gennaio e febbraio sono i più caldi dell'anno.

La notevole estensione del paese nel senso della latitudine (da 22° a 55° sud) e la differente altitudine fa si che le condizioni variano sensibilmente da nord a sud, passando da un clima tropicale o subtropicale nella "Mesopotamia" e nel Chaco , con estati caldi ed inverni miti, a un clima di tipo oceanico freddo nella Patagonia .

Il clima della regione andina risente naturalmente dell'altitudine e presenta i caratteri tipicamente montani (forti escursioni termiche, inverni assai rigidi, ecc.): nella puna e in genere nelle Ande settentrionali è accentuata l'aridità, mentre piovosità assai abbondante si registra a sud dove, per l'abbassarsi della catena andina e l'estremo assottigliarsi del territorio, prevale dunque il clima oceanico.

L'Argentina meridionale è l'unica area sottoposta all'azione dei venti del Pacifico , data la barriera altrove frapposta delle Ande al loro passaggio; la particolare delle masse d'aria promosse dall'anticiclone dell' Atlantico meridionale fa sì che esso investa direttamente solo la parte più settentrionale del paese. Qui infatti, a ridosso degli altopiani brasiliani, si verificano le precipitazioni più abbondanti, con massimi intorno ai 1800 mm annui; altrove si scende ai valori propri dei paesi semiaridi o addirittura aridi, con una generale riduzione procedendo da est verso ovest: così il Chaco passa da oltre 1000 a 500 mm di precipitazioni, registrando nell'area occidentale, un clima tipicamente tropicale, caratterizzato d' inverno da una lunga stagione secca. Al clima subtropicale monsonico senza stagione asciutta è invece la striscia della "Mesopotamia"; nella pampa si passa dai 1000 mm della costa ( pampa h´meda ) ai 600 mm dell'interno ( pampa seca ), dove si ha un clima temperato steppico , con estati assai calde ed inverni miti.

Subdesertica è la Patagonia , contraddistinta da inverni assai rigidi, escursioni termiche molto alte e precipitazioni tra i 200 e i 400 mm annui; procedendo verso sud, sino ad includere la Terra del Fuoco , le piogge aumentano per i citati influssi oceanici, mentre le temperature si abbassano sensibilmente (media annua di 5° C); qui il limite delle nevi perenni, scende a 1.000 m sullo stretto di Magellano .

Popolazione argentina

La popolazione argentina oggi ammonta a 38 871 000 abitanti, con una densità media di 13.6 abitanti per chilometro quadrato.
Questa cifra non riflette però la realtà demografica del paese, dal momento che la popolazione è ripartita in maniera molto diseguale all'interno del territorio.

Le zone densamente abitate in Argentina sono distribuite come isole all'interno di uno sterminato mare.
E' necessario distinguere la Pampa dalle altre zone del paese, in questa regione infatti la popolazione è distribuita in modo concentrico intorno alla capitale Buenos Aires, arrivando alla maggior densità proprio nella Capitale Federale.

A nord della Pampa, nella regione di Entre Ríos, nel Chaco e nelle Ande , la densità media è inferiore a 1 abitante /Km2.
Le zone di maggior densità sono : Corrientes nella provincia di Entre Ríos, Resistencia nella provincia del Chaco, Tucumán nella zona subandina.

Tanto nella zona andina che nella meseta della patagonia, non esistono zone che superino la densità di 20 abitanti./Km2

Popolazione totale

38 871 000

Percentuale di crescita annuale della popolazione

0,9 %

Speranza di vita

74

Tasso di mortalità infantile

16

Prodotto interno lordo pro capite US$:

10 880

La popolazione originaria oggi

Fino a 20 anni fa in Argentina la presenza indigena era sconosciuta e soprattutto, negata.
Si parlava "di gruppi d'indiani nel nord ed il sud... ", in generale, in totale mancanza di dati certi.
La società argentina ha da sempre ignorato la presenza di comunità aborigene originarie, ricordandosene solamente in occasione di problematiche che avrebbero potuto nuocere all'intera nazione, come successe ad esempio in occasione di una esplosione di cólera.
Eppure si parla oggi di 500.000 persone che vivono in condizioni di marginalità e discriminazione , cifra peraltro sottostimata perchè non tiene conto delle comunità inserite all'interno delle città.

Le popolazioni aborigene sono organizzate nell'AIDA ( Asociación Indígena de Argentina) con sede a Buenos Aires . Esistono in ogni provincia organizzazioni governative in favore della popolazione indigena, ma sono poco apprezzate dalle popolazioni stesse che non le ritengono di aiuto.
Altre organizzazioni non governative , come ad esempio Mundo Aborígen o la pastoral aborígen de la iglesia ( Endepa ) , sono invece apprezzate per la loro capacità di interpretare e fare da tramite verso le istituzioni delle legittime rivendicazioni .

L'accesso all'educazione per le popolazioni aborigene è quasi impossibile a causa delle misere condizioni di vita e della qualità dell'insegnamento che non prevede se non in casi isolati (come ad esempio la provincia del Chaco nel Sautee a Misiones che prevedono programmi specifici ) l'insegnamento della storia indigena, della lingua e delle tradizioni

Un po' di storia

Durante la conquista spagnola molti delle popolazioni indigene che abitavano la terra argentina vennero decimate o assoggettate. Nel diritto coloniale spagnolo (e portoghese) gli indios erano equiparati a minori bisognosi di protezione, di stimolo al lavoro organizzato, di organizzazione della vita sociale secondo schemi europei.
Non si concepiva altra "civiltà" che quella europea, cui anche gli indios dovevano accedere: ma, essendo primitivi e selvatici, bisogna condurveli con metodi paternamente costrittivi.

La Corona di Spagna affida gli indios ai colonizzatori (assistiti dai missionari per la parte religiosa), affinché li inquadrino nel lavoro, insegnando loro a lavorare la terra, istruendoli nella dottrina cristiana e avviandoli alla "civiltà".
Nasce così l'istituto della "encomienda", per cui ad un colono viene affidato un vasto territorio da colonizzare: gli indios che vi sono dentro sono sotto la sua autorità e protezione.
In pratica, nell'immenso continente quasi spopolato e senza strade, nella sua "encomienda" il colono era re e signore assoluto.

Più tardi, nella fase costituzionale del paese, vennero effettuate due spedizioni militari tanto al nord e al sud (1870-1884) che determinano il grande massacro indigeno. I popoli indigeni sopravvissuti vennero relegati nelle zone più inospitali del paese.
Nel novembre 1984, nasce l'équipe nazionale d'Aborigène Pastoral (ENDEPA). Endepa è un organizzazione riconducibile alla Chiesa Cattolica il cui principale obiettivo è difendere la popolazione indigena, l'identità , la vita.

E' il decennio di anni di 85 - 95 che segna la svolta nel riconoscimento dei popoli indigeni: la riforma costituzionale del 1994 riconosce esplicitamente i loro diritti .

Disposizioni Costituzionali riferite alle popolazioni indigene in Argentina.

Constitución Nacional de 1853, revisión de 1994
Capítulo IV, Atribuciones del Congreso
Artículo 75
Corresponde al Congreso:

17. Reconocer la preexistencia étnica y cultural de los pueblos indígenas argentinos.
Garantizar el respeto a su identidad y el derecho a una educación bilingüe e intercultural ; reconocer la personería jurídica de sus comunidades, y la posesión y propiedad comunitarias de las tierras que tradicionalmente ocupan; y regular la entrega de otras aptas y suficientes para el desarrollo humano ; ninguna de ellas será enajenable, transmisible ni susceptible de gravámenes o embargos. Asegurar su participación en la gestión referida a sus recursos naturales y los demás intereses que los afecten. Las provincias pueden ejercer concurrentemente estas atribuciones.

La popolazione indigena oggi

Secondo le stime del Encuentro Nacional de Pastoral Aborígen (Endepa), in Argentina ci sono più di 700 comunità indigene in diverse province del nord, centro e sud del paese, provenienti da una ventina di popoli autoctoni.
Molte di queste popolazioni non posseggono titoli di proprietà sulle terre che abitano, ma è evidentemente necessaria una radicale ridistribuzione del territorio dal momento che la riforma costituzionale del 1994 prevede il riconoscimento dei diritti di proprietà degli aborigeni.
Molte etnie indigene del paese, reclamano invano che gli vengano concessi i titoli di proprietà e denunciano sgomberi arbitrari e costanti, senza che le autorità comunali, provinciali o nazionali intervengano in loro favore.

Prima della colonizzazione l'attività tradizionale era l'allevamento delle pecore e l'agricoltura, attività che con in passare del tempo e della crescente occupazione di terreni da parte degli europei sono diventate impraticabili.
Diventare manodopera a basso costo, nelle fabbriche enelle miniere, è stato il destino obbligato di queste etnie.

Le comunità più numerose:

Chiriguanos ( vivono nella provincia di Salta y Jujuy. In Argentina vivono 21.000 chiríguanos e 1400 Chanés. Entrambi sono di origine amazzonica , i primi discendono dai Guaraníes , i secondi dagli Arawuak. Sono tradizionalmente agricoltori di granoturco, zapallo e porotos )

Chorotes ( antichi abitanti del Parguay, nel 1942 si stabiliscono presso la missione la La Paz )

Chulupies ( vivono presso la missione la La Paz )

Diaguitas- Calchaqui ( 6000 persone, vivono nelle valli di Vicen Calchaquíes Tucuman e di Catamarca. Alcuni vivono dispersi e altri in Comunità organizzate come quella Quilmes, d'Amaicha della Vallée ed il piccolo gruppo Llampas . Vivono di un 'economia di sopravvivenza, di artigianato tessile e ceramico )

Guaranies ( circa 3.000 vivono in Argentina, precisamente nella provincia di Misiones. Gruppi di Guaranies vivono anche in Paraguay ed in Brasile. Vivono in piccole Comunità: la direzione del gruppo è esercitata dal paí. I capi famiglia riuniti in Consiglio cercano di risolvere i problemi comuni. Nel 1987, il governo di Misiones promulga la legge provinciale nº 2.435 con la partecipazione degli indigeni stessi. Fu la legge più progressista mai esistita in Argentina. Tuttavia, è stato abolita e attualmente sostituita dalla Nº 2.727 . Coloro che vivono in villaggi coltivano la terra, oppure lavorano nelle aziende manifatturiere locali senza alcuna protezione legale e di lavoro. I gruppi nomado seguono la vita tradizionale: cacciano, pescano, raccolgono miele e frutti . La maggioranza della popolazione parla tre lingue : parlano il mbya, il guaraní e il castigliano.

Kollas ( si stima siano 170.000 . Vivono a Jujuy y Salta, e non possidono terreni . Vivono di un economia di sussistenza , per decenni perseguitati dai proprietari terrieri, lavorano come braccioanti agricoli e allevatori di bestiame, le donne lavorano come domestiche nelle città,

Mapuches I mapuche in Cile sono più di un milione e mezzo, mentre in Argentina ne vivono circa 200.000, distribuiti a sud della provincia orientale di Buenos Aires e La Pampa, a Neuquén, Chubut e Santa Cruz, ossia l'intera regione a sud del paese conosciuta come Patagonia.

Mocovies

Pilagas

Tapietes

Tehuelches

Tobas

Wichi abitano l'angustia zona del Chaco, una zona paludosa dove l'acqua potabile è scarsa, l'elettricità viene ancora salutata come una grazia ricevuta e la legna è sempre umida.
Argentina: la Corte Suprema dà ragione ai Wichí .

" Dopo sette lunghi anni di dibattimento, gli Indiani Wichí dell'Argentina settentrionale hanno conseguito una straordinaria vittoria legale contro la Provincia di Salta. La controversia riguardava una concessione di disboscamento rilasciata a Los Cordobeses, una compagnia argentina proprietaria di alcune terre confinanti con la comunità wichí di Hoktek T'oi. Nonostante quest'area sia parte vitale del territorio ancestrale dei Wichí, la Provincia concesse la licenza senza aver preventivamente consultato gli Indiani. In poco tempo, gran parte delle terre wichí furono completamente distrutte.
Assistiti da alcuni avvocati (parzialmente finanziati da Survival), i Wichí decisero di intraprendere una battaglia legale per far dichiarare illegale la deforestazione. Nonostante l'ostruzionismo della Provincia, il caso è giunto sino alla Corte Suprema argentina, la quale ha sancito l'illegittimità delle licenze concesse senza previa consultazione del popolo tribale proprietario della terra interessata. I Wichí sperano che il verdetto possa evitare, nel futuro, il ripetersi di simili disastri.Dopo la sentenza, gli Indiani hanno ringraziato Survival: "I Wichí di Hoktek T'oi vi mandano saluti di affetto e gioia per il sostegno e la solidarietà dimostrati durante questi sette anni di lotta per difendere i nostri diritti territoriali."
Fonte Survival.it

9 Agosto - Giornata mondiale per i popoli indigeni

Día Internacional de los Pueblos Indígenas
International Day of the  World's Indigenous People

Da risoluzione 49/214 del del 23 dicembre 1994, l'assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso celebrare il giorno internazionale della popolazione indigena mondiale il 9 agosto di ogni anno dei 10 previsti nella The International Decade of the World's Indigenous People (1995-2004)
Questa data contrassegna il giorno della prima riunione, in 1982, del gruppo di lavoro sulle popolazioni indigene della sotto-commissione sulla promozione e sulla protezione dei diritti dell'uomo. L'obiettivo della decade internazionale è di rinforzare la cooperazione internazionale per la soluzione dei problemi considerati dalla popolazione indigena in tali zone come i diritti dell'uomo, l'ambiente, lo sviluppo, la formazione e la salute.
Il coordinatore della decade è l'ufficio dell'alto commissariato per i diritti dell'uomo.
Nel mese di aprile del 2000, la Commissione sui diritti dell'uomo ha adottato una risoluzione stabilire la tribuna permanente sulle edizioni indigene che è stata firmata dal Consiglio economico e sociale nella risoluzione 2000/22 del del 28 luglio 2000. Il mandato della tribuna permanente deve discutere le edizioni indigene relative a coltura, evoluzione economica e sociale, formazione, l'ambiente, la salute e diritti dell'uomo.